SEZIONE "Gestione delle risorse idriche e territoriali"

La corretta gestione delle risorse idriche e territoriali costituisce uno dei principali strumenti per la promozione di uno sviluppo sostenibile e per la tutela dell’ambiente. Questa problematica è anche evidenziata nei Rapporti per la Valutazione Ambientale Strategica per la programmazione dei Fondi Strutturali U.E., ove si mettono in luce i principali obiettivi per ridurre il grado di rischio ambientale connesso allo stato di degrado delle risorse idriche sotterranee e superficiali, e fra questi il ripristino della funzionalità idrogeologica dei corsi d’acqua naturali e artificiali, la riduzione degli attingimenti dalle falde, il controllo e la gestione del suolo, con particolare riferimento alle pratiche irrigue e colturali.

La Ricerca
Principali ambiti di collaborazione nel settore della ricerca:

  • pianificazione degli interventi per la difesa dal rischio di degrado del territorio e tecniche di ingegneria naturalistica;
  • mappa del rischio di erosione idrica dei suoli;
  • modelli e strumentazioni per la gestione ottimale dell’irrigazione;
  • tecniche di telerilevamento da satellite e GIS per lo studio delle risorse idriche e territoriali

I processi degenerativi dell’ambiente spesso si esaltano laddove la pressione antropica è maggiore e le varie attività produttive dell’uomo non sono ben controllate. Ad esempio, sono state urbanizzate e intensamente edificate aree di naturale pertinenza fluviale, oppure sono state realizzate infrastrutture in aree interessate da instabilità dei versanti, anche storicamente conosciuti. Il territorio della Regione Campania è geologicamente giovane e caratterizzato da una situazione morfologica e climatica che, anche per la presenza di suoli molto erodibili, rende il suo territorio particolarmente predisposto ai fenomeni di erosione idrica superficiale e al dissesto idrogeologico.
Per la valutazione dell’impatto di differenti strategie di gestione del territorio e di articolate pratiche agricole sui fenomeni di intenso degrado del territorio e di desertificazione, della perdita di biodiversità e del movimento di sostanze inquinanti nel suolo, sono stati sviluppati e messi a punto modelli che consentono la descrizione dei principali processi del ciclo idrologico e rappresentano un importante strumento per identificare i problemi, per guidare le scelte degli agricoltori e per stabilire le più appropriate pratiche di controllo in relazione a prefissati gradi di rischio tollerabile. Tali modelli sono stati proposti focalizzando principalmente l’attenzione sulla descrizione matematica dei più significativi processi che evolvono nel sistema in esame e delle sue caratteristiche strutturali. Ricerche specifiche sono svolte per la messa a punto di metodi che determinano le proprietà idrauliche dei suoli in modo efficiente rispetto al problema da trattare e soprattutto alla scala dei fenomeni in studio.

Buoni interventi di sistemazione collinare inducono evidenti benefici sulla gestione delle risorse naturali nelle aree di pianura. In particolare, nelle zone di pianura meridionali l’urbanizzazione e lo sviluppo di un’agricoltura intensiva hanno generato una pres-sione notevole sulla risorsa acqua che si è andata depauperando in termini sia quantitativi sia qualitativi. Nei sistemi agricoli più moderni la gestione dell’acqua deve essere frutto di un compromesso fra le strategie adottate dagli Enti Territoriali, che devono considerare anche problemi ambientali e di uso alternativo della risorsa idrica, nonché le immediate necessità degli agricoltori che devono soddisfare alla domanda idrica delle colture in termini qualitativi e quantitativi.
Presso la sezione “Gestione delle risorse idriche e territoriali” sono disponibili codici di calcolo che consentono di risolvere il problema della verifica di reti irrigue, anche complesse, in condizioni di moto sia permanente che vario. Oltre alle caratteristiche delle singole tubazioni, è possibile considerare la presenza di dispositivi idraulici, torrini piezometrici e casse d’aria, centrali di sollevamento.
In particolare, le attività di ricerca in corso presso il DIAAT hanno portato alla realizzazione di un modello di simulazione del bilancio idrico delle colture finalizzato alla gestione dell’irrigazione alla scala sia aziendale sia consortile, integrato in ambiente GIS per un agevole utilizzo. Il modello consente di ottimizzare gli interventi irrigui, garantendo il soddisfacimento delle esigenze idriche delle principali colture ed evitando eccessi pregiudizievoli per le caratteristiche del suolo e delle acque di falda. La metodologia proposta può essere trasferita a tecnici dei S.S.A. (Servizi Sviluppo e Assistenza in Agricoltura) e di Enti territoriali, ampliando la loro base conoscitiva e strumentale per promuovere un più razionale utilizzo delle risorse irrigue.
Attenzione è rivolta allo sviluppo di nuove metodologie d’analisi dei dati ottenuti con il telerilevamento multi- ed iper-spettrale da satellite consente di ottenere informazioni di notevole interesse in diverse applicazioni nel campo della gestione delle risorse territoriali. Gli studi attualmente in corso presso il DIAAT in questo settore sono indirizzati alla valutazione delle possibilità d’impiego dei dati ottenibili con sensori di nuova generazione (Envisat, Terra, Chris-Proba). Queste informazioni, opportunamente elaborate, consentono la produzione di carte tematiche su aspetti specifici della gestione delle risorse idriche e territoriali di grande utilità per gli Enti gestori.

La Formazione Avanzata
E’ oggi evidente l’importanza di affrontare le questioni di gestione delle risorse idriche e la difesa del territorio collinare rurale con una visione integrata dei processi che evolvono nel sistema suolo-pianta-atmosfera.
Per venire incontro ad esigenze sia di ricerca sia tecniche nell’ambito delle questioni prima accennate, presso la Facoltà di Agraria dell’Ateneo Federiciano, d’intesa con Parco Nazionale del Vesuvio e l’Autorità di Bacino dei Fiumi Liri-Garigliano e Volturno, è stato istituito il Master Universitario di 1° livello in “Gestione e Difesa del Territorio”. Tale proposta nasce dall’esigenza di formare professionalità adeguate in grado di affermare concetti connessi ad uno sviluppo socio-economico sostenibile, mediante una politica d’uso del suolo efficace per la riduzione del rischio idrogeologico, tramite un sistema integrato di interventi di difesa attiva del suolo (forestazione, ingegneria naturalistica, ecc.), che comprenda anche opportune azioni di manutenzione dei territori agricoli e dei pascoli, soprattutto nelle aree collinari e montane, attuando le finalità della legge della montagna.